Organizzare la rete per il Trattamento Dialitico: dall’Ospedale al Territorio
Interreg Italia-Svizzera 2021-27 , Asse 4 - Promuovere l’inclusione sociale e il turismo nei territori del Programma, Obiettivo Specifico: RSO 4.5: Garantire parità di accesso all'assistenza sanitaria e promuovere la resilienza dei sistemi sanitari, compresa l'assistenza sanitaria di base, come anche promuovere il passaggio dall'assistenza istituzionale a quella su base familiare e sul territorio
Immaginate un paziente in dialisi che vive sul confine tra l'Italia e la Svizzera. Ogni trattamento è un viaggio, ogni sessione un equilibrio delicato tra necessità mediche e qualità di vita. È proprio da questa sfida umana che nasce OntheDOT, un progetto che sta rivoluzionando il modo in cui pensiamo all'assistenza sanitaria.
La sfida: oltre i confini della medicina tradizionale
L'insufficienza renale non è solo un problema medico, è una condizione che trasforma la vita quotidiana. In Lombardia e nei cantoni svizzeri, migliaia di pazienti affrontano ogni giorno questa realtà. Numeri alla mano, parliamo di circa 8000 pazienti in dialisi, con 1800 nuovi casi ogni anno. Dietro questi numeri ci sono storie, speranze, e la necessità di un'assistenza che vada oltre il semplice trattamento medico.
L'origine: un viaggio già iniziato
OntheDOT non nasce dal nulla. È il frutto maturo di InterACTIVE HD 2.0, un precedente progetto che ha gettato le basi per un approccio rivoluzionario. Cosa significa? Significa aver creato una piattaforma tecnologica che non è solo un insieme di dati, ma un ponte tra il paziente, il medico e la tecnologia.
La visione: personalizzazione e prossimità
L'idea centrale è semplice ma potente: ogni paziente è unico. Un trattamento dialitico non può essere uguale per tutti. OntheDOT punta a sviluppare sistemi di intelligenza artificiale che possano prevedere e adattare il trattamento alle specificità di ogni singolo paziente.
Ma non è tutto. Il progetto vuole anche avvicinare la cura al paziente. Immaginate la possibilità di fare dialisi vicino a casa, o addirittura a casa propria. Per alcuni pazienti, specialmente in zone montane o remote, questo potrebbe essere un cambiamento di vita.
Gli alleati: un consorzio di eccellenze
Dietro OntheDOT non c'è un singolo ente, ma un network di istituzioni che credono nel cambiamento. Dal Politecnico di Milano alle aziende ospedaliere, dall'Università di Pavia agli ospedali svizzeri, ognuno porta il proprio expertise in questa avventura.
Tecnologia e umanità: un equilibrio delicato
La vera sfida non è solo tecnologica. Si tratta di formare il personale, di creare interfacce intuitive, di sviluppare sistemi che non sostituiscano il rapporto umano, ma lo potenzino. Si parla di telemedicina, di monitoraggio a distanza, ma sempre con al centro la persona.
Un investimento nel futuro
Con un budget che supera il milione di euro, OntheDOT non è un progetto marginale. È un investimento concreto in un modello di assistenza sanitaria più umano, più vicino, più personalizzato.
Oltre la dialisi: una nuova visione di cura
L'obiettivo finale va oltre il singolo trattamento. Si tratta di studiare l'evoluzione della risposta clinica, di identificare marker che possano guidare decisioni sempre più precise. Si tratta di creare linee guida che possano essere condivise tra centri italiani e svizzeri, abbattendo i confini geografici e culturali.
Un viaggio continuo
OntheDOT non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. È la dimostrazione che l'innovazione in sanità non è solo questione di tecnologia, ma di empatia, di ascolto, di continua ricerca.
Per ogni paziente che potrà beneficiare di un trattamento più mirato, per ogni famiglia che avrà meno difficoltà, per ogni professionista sanitario che avrà strumenti più efficaci, questo progetto rappresenta molto più di un semplice studio. Rappresenta la speranza che la medicina possa sempre più adattarsi alle persone, e non viceversa.
Un viaggio è appena iniziato, e la destinazione è una sanità più umana.
“Operazione cofinanziata dall’Unione Europea, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dallo Stato italiano, Fondo di Rotazione, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg VI-A Italia-Svizzera”




